I due ingredienti fondamentali dello Ssamjang — il Doenjang e il Gochujang — sono i capisaldi della tradizione fermentativa coreana. Il Doenjang si ottiene cuocendo i fagioli di soia, modellandoli in blocchi di Meju e lasciandoli fermentare naturalmente in salamoia per mesi o addirittura anni. Il Gochujang è invece un condimento a lenta maturazione, preparato mescolando peperoncino in polvere, riso glutinoso, farina di Meju e sale, poi lasciato riposare al caldo. Lo Ssamjang Sempio unisce queste due paste fermentate in proporzione aurea, arricchite con aglio, sesamo, zenzero e sciroppo di malto, per ottenere un condimento versatile pronto all'uso.
Nel processo di fermentazione viene impiegata la coltura starter Koji. Il Koji è un ceppo fermentativo che cresce naturalmente sui cereali e, scomponendo le proteine in aminoacidi, genera quella profonda nota di umami che caratterizza il prodotto. In Corea, i fagioli di soia maturano lentamente attraverso le variazioni di temperatura delle quattro stagioni, accumulando complessità aromatica secondo una tradizione secolare.
Proprio come in Europa il formaggio sviluppa il suo sapore grazie a muffe ed enzimi, il vino acquista profondità attraverso i lieviti e i crauti (Sauerkraut) si trasformano con i batteri lattici — anche il Jang coreano (醬) è il frutto del tempo e dei microrganismi. Un sapore che può sembrare insolito, ma che affonda le radici nella stessa cultura fermentativa che gli europei già conoscono e amano.